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Istituita nel 1832 per volere di Carlo Alberto, la Galleria Sabauda accoglie le collezioni provenienti dal Palazzo Reale e dal Palazzo Carignano di Torino, e dal Palazzo Durazzo di Genova (acquisito nel 1824), incrementate da acquisti e donazioni successive; fu donata allo Stato nel 1860 da Vittorio Emanuele II e nel 1865 trovò l'attuale collocazione nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze.
Il nuovo ordinamento delle collezioni, secondo l'allestimento rinnovato tra il 1987 e il 1997, prevede sette settori di visita. Al primo piano sono esposte opere delle Scuole piemontesi (XIV-XVI secolo), con opere di Spanzotti, Gandolfino da Roreto, Macrino d'Alba, Defendente Ferrari e Gaudenzio Ferrari, dei Maestri italiani del Quattro e Cinquecento, con dipinti del Beato Angelico, dei Pollaiolo, Filippino Lippi, Bronzino, dei Bellini; le raccolte del principe Eugenio di Savoia-Soissons (classicisti italiani e pittori dei Paesi Bassi del XVII secolo) e la collezione di pittura fiamminga e olandese (Van Eyck, Memling, Rembrandt e una ricca serie di ritratti). Il secondo piano è riservato all'iconografia sabauda e al collezionismo dinastico, diviso in tre settori. Il primo (da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I, 1550 - 1630) raccoglie opere del Cinquecento veneto (Bassano, Veronese, Tintoretto), del Bronzino e Guercino, di maestri lombardi e di derivazione caravaggesca; il secondo settore (da Vittorio Amedeo I a Vittorio Amedeo II, 1630 - 1730) ospita opere del Sei-Settecento, le collezioni del cardinale Maurizio di Savoia (Reni, Domenichino) e di Madama reale Cristina di Francia, fino al periodo degli acquisti per le residenze della corte sotto l'attenta regia di Filippo Juvarra. La terza sezione (da Carlo Emanuele III a Carlo Felice, 1730 - 1831) documenta la cultura accademica settecentesca e il gusto per le vedute e il paesaggio protoromantico del primo Ottocento (Beaumont, Bellotto, Bagetti). Come sezione autonoma è allestita con criteri di casa-museo la collezione dell'industriale piemontese Riccardo Gualino, donata alla Galleria nel 1930.

